L'ospedalizzazione dell'anziano:conseguenze e possibili interventi

 
L'ospedalizzazione dell'anziano può comportare un declino in termini di funzionalità e autonomia e stati di delirium. I dati epidemiologici mostrano come pazienti anziani con una buona valutazione all'ingresso del periodo di ricovero ospedaliero mostrano al momento delle dimissioni, una diminuzione generale della stessa valutazione. Sulla base di queste considerazioni c'è da chiedersi se non sia il caso di ritardare il più possibile l'ingresso degli anziani in istituti che non sono null'altro che ospedali a lunga degenza garantendo, finchè le condizioni dell'anziano lo consentono, l'assistenza domiciliare sempre però rivolgendosi a una cooperativa o associazione specializzata nel selezionare badanti ed operatori con esperienza e referenze accertate.





 
 
 
CHI BADA ALLE BADANTI?

"Siamo alle solite: un’altra badante durata lo spazio d’un mattino … e io vedo sfumare le mie vacanze, o quella parvenza di che da qualche anno a questa parte trascorro. Non fai in tempo ad abituarti, rassegnarti e, in alcuni casi, affezionarti a una di loro che se ne vanno. Così: dall’oggi al domani, senza colpo ferire. Senza darti il tempo di cercare con calma una più o meno degna sostituta. Come già molteplici volte, devo trovare una nuova badante in breve tempo. In casa, da due anni a questa parte, si sovrappongono lingue, odori, sapori, suoni, rumori di etnie differenti: rumeno, ucraino, senegalese, francese, ungherese.
prima, di bella presenza e dall’italiano quasi perfetto, sbuffava per qualsiasi cosa. Si arrabbiava con la zia bislacca farneticante e ci litigava come se quella fosse capace di intendere e di volere. Era sull’isterico andante e sbraitava spesso e volentieri. L’apparentemente mite vecchietta l’aveva soprannominata la diavola. Durata: mesi 7. Poco male, non sapeva neanche cucinare né aveva voglia di imparare.
La seconda l’italiano lo masticava poco, anzi pochissimo ed era convinta che se il tono di voce era un po’ più alto del normale la causa fosse lei e che presto l’avremmo mandata via di casa. Era mite e dolce, molto paziente e affettuosa e, a suo modo, si sforzava anche di cucinare. A volte si esibiva in succulenti ma pesantissimi piatti sovietici, su cui mi fiondavo affamata. Accadeva di rado, ma per lei questo era motivo d’orgoglio. A seguito di ciò proferì la famosa osservazione: «Signorini (io, n.d.r.) non mangia molto, si no piace no mangia. Ma se piace mangia mangia mangia!». La zia l’adorava e ha continuato a rimpiangerla e a ribattezzare tutte le altre che sono seguite col suo nome. Come facessero a capirsi non lo so, considerato che una parlava in dialetto calabrese e l’altra in quello ucraino.
La terza badante è stata una giovanissima bionda, del tutto incapace di gestire cucina e assistita. Conosceva solo 10 parole di italiano e trascorreva il tempo al telefono (particolare, questo, che le accomuna tutte), al computer, a leggere e ricamare. Ma, per qualche tempo, mi ha consentito di andare a lavorare. E sorrideva sempre."

Questo brano è tratto da un testo di Giuliana Manfredi, sono cose che accadono soprattutto quando ci si affida al passa parola o al fai da te piuttosto che a professionisti del settore assistenziale come la nostra Cooperativa ...occorrono vogliono anni di esperienza per selezionare badanti e operatori.

 
C

 
 
 
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